Abbiamo liberato Titubo

Comunicato stampa - di Elisa D'Alessio

Titubo è libero grazie ad una dichiarazione di proprietà pregressa da parte dell'Assessore Michele Morelli.

Abbiamo liberato Titubo, Titubo è salvo grazie alla mobilitazione delle tante e dei tanti che hanno inviato centinaia di fax ed e-mail di protesta da tutta Italia ed anche dall'estero. Ora Titubo è sotto cura intensiva, ha molte fratture, ma ha uno sguardo diverso. GRAZIE.

La Asl Servizio veterinario, nella nota pubblicata dai media locali, "giustamente" per la Legge sulla privacy non ha potuto dichiarare il nome del proprietario di Titubo "saltato" fuori dal cappello a cilindro. Lo ha fatto per tutelare la privacy di un cittadino? Forse i motivi sono altri.

 Il "proprietario" di Titubo è Michele: ma Michele ha adottato tempo fa un altro randagio, Tobia un bel cane nero; Michele e Tobia, con tutta la famiglia, vivono nei Sassi, non a Villa Longo. Un pessimo gioco di prestigio!

Michele, il nuovo proprietario di Titubo, è amministratore del Comune di Matera, unico tra gli amministratori che ha preso veramente a cuore le sorti di Titubo, che ci ha aiutato a salvarlo con azioni concrete. Michele si è fatto carico di una proprietà pregressa pur di liberarlo. Titubo, in effetti, era del Sindaco: tutti i Sindaci sono proprietari dei randagi presenti nel territorio del loro Comune.

In ogni caso, il pomeriggio del 9 aprile in Consiglio comunale sono arrivate le foto scattate clandestinamente da una volontaria e quelle foto testimoniano una dura realtà qualunque cosa possano dire il gestore ed il responsabile veterinario Asl.

Da quel giorno è cambiata la sorte per Titubo, sono iniziate le cure. Titubo ha ricevuto i primi soccorsi dopo l'investimento, e poi è stato lasciato a sopravvivere. La incredibile tolleranza dei materani, tolleranza ai soprusi, alle sopraffazioni, alle imposizioni, alle varianti al Piano regolatore, può forse far credere che sono diventati anche ciechi e sordi?

I veterinari Asl dicono: lo abbiamo curato noi! Iveterinari Asl sono pagati per fare proprio questo.

Il gestore del canile dice: lo abbiamo salvato noi! Il gestore del canile è pagato dal Comune di Matera per fare proprio questo.

Se Titubo non fosse stato fotografato e mostrato ai cittadini avrebbe avuto le cure e le attenzioni necessarie al suo futuro? Solo dopo, che le foto-vergogna sono state mostrate al Consiglio comunale, per Titubo si è avviata una prospettiva di vita fuori dal carcere.

Dal carcere, si, perchè è giusto ricordarlo a tutti i Cittadini ed Amministratori che il canile non è altro che un carcere nel quale i cani sono condannati all'ergastolo per la sola colpa di essere nati con 4 zampe, una coda e la voglia di vivere abbaiando e di giocare in gruppo.

Dicono che il canile comunale e la struttura convenzionata (quella dove si trovava Titubo) sono aperte al pubblico un'ora al giorno (dalle 11,00 alle 12,00), invitiamo i cittadini materani ad andare al canile, a filmare e a fotografare, ad accarezzare i cani, a vedere le loro condizioni di reclusione, a controllare come vengono spesi i soldi della collettività (circa 700 milioni di lire all'anno), a trarne le dovute conclusioni.

Impedire la documentazione fotografica vuol dire voler nascondere una realtà che se funziona bene come sostengono è giusto che sia documentata come una buona realtà, ma se come immaginiamo la realtà di vita per i cani lì rinchiusi è molto dura e difficile, allora è giusto documentare anche questo.

La LAV - Lega Anti Vivisezione di Matera

 

Titubo appena uscito dal canile e i primi soccorsi

 

 

 

 

 

 

 

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Titubo ringrazia

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