Oltre 120 casi di epatite A accertati tra Roma e provincia. Un numero che fa scattare l’allarme nel Lazio, dove il virus, partito dalla Campania, ha ormai preso piede con forza. Le cozze contaminate, spesso mangiate crude o appena scottate, sono il vettore principale.
Il contagio si è spinto lungo la costa tirrenica, fino a raggiungere il cuore del centro Italia, mettendo in crisi le misure di sicurezza alimentare e prevenzione. Le segnalazioni si accumulano, soprattutto nelle zone urbane e nei comuni limitrofi, mentre l’estate avvicina e il consumo di molluschi cresce. Una miscela che preoccupa medici e autorità.
L’epatite A colpisce il fegato ed è causata dal virus HAV, che si trasmette attraverso feci contaminate. Nel caso del Lazio, l’infezione arriva proprio dal consumo di cozze raccolte in acque inquinate, contaminate da scarichi non trattati. Le cozze, che filtrano l’acqua per nutrirsi, accumulano virus e batteri nei loro tessuti, diventando così pericolose.
I controlli delle autorità sanitarie e degli ispettorati hanno confermato la presenza del virus in campioni prelevati lungo alcune zone costiere del Lazio e della Campania. Questo spiega perché il focolaio sia comune a entrambe le regioni. Mangiare molluschi crudi o poco cotti annulla qualsiasi barriera contro l’infezione. Dietro tutto questo c’è un problema serio di gestione delle acque marine e degli impianti di depurazione, incapaci di fermare il virus.
I lotti contaminati sono stati sequestrati e ritirati dal mercato, ma quelli già venduti hanno contribuito alla rapida diffusione dei casi. Finché non si rafforzeranno i controlli e si verificheranno con attenzione le filiere di approvvigionamento, il rischio sanitario rimane alto.
Roma e i suoi dintorni sono il cuore dell’epidemia nel Lazio, con oltre 120 casi confermati nel 2024. A risultare più colpiti sono soprattutto i giovani e gli adulti che consumano spesso frutti di mare crudi. Le strutture sanitarie si sono attivate con un sistema di sorveglianza rafforzato, per intercettare subito nuovi contagi e arginare la diffusione.
Le istituzioni hanno lanciato campagne informative per spiegare come cucinare bene i molluschi, dato che il calore elimina il virus. Nel frattempo è stata suggerita la sospensione del consumo di cozze crude fino a nuovo ordine, mentre controlli più serrati sono stati messi in atto lungo tutta la filiera, dai pescatori ai rivenditori. Le ASL stanno monitorando la situazione, offrendo test e promuovendo la vaccinazione per le categorie più esposte.
Le ordinanze di divieto di raccolta e vendita dei molluschi provenienti dalle aree infette restano in vigore finché non si avrà la certezza che le acque siano tornate pulite. Parallelamente, sono in corso interventi per la pulizia delle acque e il miglioramento dei depuratori, per evitare che il problema si ripeta.
L’epatite A si trasmette per via oro-fecale, soprattutto attraverso alimenti o bevande contaminate e scarsa igiene. A Roma e nel Lazio, il nodo è il consumo di cozze contaminate, con un aumento dei casi registrato proprio in primavera, quando la domanda cresce.
I sintomi possono andare da lievi disturbi a forme più serie con ittero, febbre alta e stanchezza. A soffrire di più sono bambini, anziani e persone con altre patologie. Negli ospedali si è visto un aumento di visite per sintomi riconducibili all’epatite A, confermando l’allargarsi del contagio.
Il sistema sanitario regionale ha potenziato i servizi di assistenza, coinvolgendo medici di base e infettivologi. La vaccinazione è consigliata soprattutto a chi lavora a contatto con il mare, la ristorazione e la vendita di molluschi. Oltre al ritiro dei prodotti contaminati, si punta molto sull’educazione della popolazione per limitare i contagi diretti.
Le autorità restano molto vigili, monitorando la situazione giorno per giorno. La parola d’ordine è evitare le cozze crude e migliorare la qualità delle acque, per fermare sul nascere nuovi focolai.
Il prezzo delle uova è salito, ma quanto davvero? Negli ultimi mesi, le cifre ufficiali…
Un gruppo di ricercatori ha scoperto che seguire la dieta MIND può far “ringiovanire” il…
Quattordici burger vegetali, uno solo promosso. È questo il bilancio dell’indagine di Altroconsumo, che ha…
Un formaggio a latte crudo e semi di fieno greco finiscono sotto la lente del…
Un lotto di tonno pinne gialle marinato richiamato per livelli di istamina troppo alti Un…
Ogni anno, milioni di colombe pasquali invadono gli scaffali dei supermercati italiani, pronte a essere…