“Quasi il 90% delle merendine più popolari è ultra processato.” Lo rivela uno studio francese che ha passato al setaccio i prodotti più amati dai bambini, da Kinder a Nutella Biscuits. Confezioni colorate e pubblicità accattivanti nascondono spesso ingredienti lontani dall’essere genuini. È un dato che fa riflettere, soprattutto per chi ogni giorno si trova a scegliere cosa mettere nel piatto dei più piccoli. Facili da trovare e spesso scelti per il prezzo conveniente o il sapore, questi snack sollevano più di qualche dubbio sul loro effetto a lungo termine sulla salute.
Lo studio ha preso in considerazione un campione rappresentativo di merendine vendute in Francia nel 2024. Per valutare il livello di trasformazione industriale dei prodotti, i ricercatori hanno usato il sistema NOVA, uno strumento riconosciuto a livello internazionale. Questo sistema divide gli alimenti in quattro gruppi, dal meno lavorato al più artificiale. Ebbene, quasi tutte le merendine analizzate finiscono nell’ultima categoria, quella degli ultra processati, caratterizzati da un mix di ingredienti artificiali, zuccheri raffinati, grassi industriali e additivi chimici.
Sono stati esaminati prodotti dei marchi più diffusi, scelti proprio per la loro presenza capillare nei negozi e per la grande popolarità. Gli esperti hanno letto le etichette, controllato la lista degli ingredienti e valutato la presenza di additivi per capire fino a che punto fossero elaborati. Il risultato? Solo poche merendine si possono considerare poco lavorate o naturali; la maggior parte contiene un mix complesso e artificiale che, secondo gli specialisti, non fa bene se consumato abitualmente.
I prodotti passati al setaccio sono pieni di ingredienti sintetici e raffinati. Tra i più comuni si trovano sciroppo di glucosio-fruttosio, oli vegetali parzialmente idrogenati, aromi artificiali e una lunga lista di additivi come emulsionanti, coloranti e conservanti. Tutto questo serve a migliorare il gusto, la durata e l’aspetto delle merendine, ma a discapito del valore nutrizionale. Lo zucchero, in particolare, è spesso presente in quantità esagerate, mentre le fibre sono praticamente assenti.
Un altro campanello d’allarme sono i grassi saturi e trans, presenti in misura significativa. Alcuni prodotti contengono anche glutine, lattosio e altri allergeni, un dettaglio da non sottovalutare soprattutto nelle scuole. Inoltre, molte merendine hanno un contenuto di sale alto, un fattore che può aumentare il rischio di problemi cardiovascolari in alcune fasce di popolazione. Mettendo insieme tutti questi elementi, il quadro che ne esce è piuttosto preoccupante, soprattutto se pensiamo a quanto spesso i bambini consumano questi snack.
I nutrizionisti avvertono: mangiare regolarmente alimenti ultra processati aumenta il rischio di obesità, diabete di tipo 2, disturbi metabolici e problemi al cuore già dall’infanzia. Snack ricchi di zuccheri e grassi industriali possono anche influenzare le abitudini alimentari, spingendo verso diete squilibrate. La merenda dovrebbe invece essere un momento che offre energia e nutrienti, non solo calorie vuote.
Diverse ricerche internazionali hanno evidenziato che diete ricche di ultra processati portano a una minore assunzione di vitamine, minerali e antiossidanti. Alcuni studi suggeriscono anche un legame tra questi alimenti e difficoltà di attenzione o rendimento scolastico, un tema che sta emergendo con forza nell’ambito della neuroalimentazione. Insomma, scegliere con cura cosa dare ai bambini a merenda non è solo una questione di salute fisica, ma anche di sviluppo cognitivo e sociale.
Di fronte a questi dati, cresce l’interesse per merende fatte con ingredienti naturali o poco lavorati. Frutta fresca o secca, yogurt senza zuccheri aggiunti, pane integrale con marmellata sono alternative semplici e alla portata di tutti. Scuole e famiglie più attente stanno cercando di limitare il consumo di merendine ultra processate tra i più piccoli.
Programmi educativi sull’alimentazione sana, insieme a normative più stringenti su etichette e promozioni, possono aiutare a orientare scelte più consapevoli. Alcuni supermercati e produttori stanno iniziando a proporre prodotti meno elaborati, con meno zuccheri e additivi. Ma il mercato resta dominato dagli ultra processati, soprattutto per ragioni di costo e domanda.
Le istituzioni sanitarie e scolastiche puntano a una maggiore trasparenza, per dare alle famiglie gli strumenti giusti e favorire un’alimentazione equilibrata fin da bambini. Contrastare il consumo eccessivo di prodotti troppo elaborati è una sfida che riguarda la salute delle nuove generazioni.
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