Ogni anno, milioni di persone si ammalano a causa di malattie trasmesse dagli animali. Le zoonosi non sono un problema nuovo, ma la loro incidenza sta crescendo, spinta da cambiamenti ambientali e pratiche agricole sempre più intensive. Virus, batteri e parassiti trovano così nuove vie per passare dall’animale all’uomo, spesso attraverso il cibo che consumiamo ogni giorno. Nel 2024, questo rischio diventa ancora più concreto, perché dietro a questi salti di specie si celano fattori che nessuno può più permettersi di ignorare.
Le zoonosi sono malattie infettive che si trasmettono dagli animali all’uomo. Questi agenti patogeni trovano spesso una “scorciatoia”: il contatto diretto con animali malati o la manipolazione di prodotti animali come carne, latte e uova. Anche superfici sporche, scarsa igiene e allevamenti intensivi con scarsi controlli favoriscono il contagio.
Non sempre il passaggio è diretto: a volte ci sono “intermediari” come insetti o ambienti contaminati. Terra, acqua e impianti di lavorazione, se non sono ben puliti, diventano terreno fertile per batteri come Salmonella o Campylobacter. A complicare il quadro ci pensano i cambiamenti climatici, che spostano gli animali e gli insetti vettori, aumentando i rischi.
I sintomi delle zoonosi variano: possono essere malattie acute o problemi cronici, più o meno gravi a seconda del patogeno, del modo in cui si prende l’infezione e dello stato di salute della persona. In certi casi, queste malattie possono scatenare focolai che richiedono risposte rapide da parte delle autorità sanitarie.
Dal campo alla tavola, ci sono tanti momenti in cui il cibo può contaminarsi con agenti zoonotici. Gli animali allevati per produrre alimenti sono il primo anello della catena, soprattutto quando gli allevamenti sono intensivi e poco attenti alle regole di sicurezza. In queste situazioni, i germi si diffondono in fretta, finendo nei prodotti che arrivano sulle nostre tavole.
Anche durante la macellazione, la lavorazione e la conservazione, i rischi non mancano. Attrezzature sporche o personale non adeguatamente formato possono far passare batteri pericolosi. Se i controlli sono deboli o assenti, il sistema alimentare diventa più vulnerabile.
E non solo prodotti animali: anche frutta e verdura possono essere veicolo di zoonosi, se irrigati o coltivati in suoli contaminati da agenti patogeni provenienti da animali selvatici o allevati. Perciò, le tecniche di coltivazione e la gestione dell’acqua sono cruciali per evitare problemi.
Per limitare la diffusione delle zoonosi serve un lavoro su più fronti, che coinvolga tutti. A livello personale, basta seguire alcune semplici regole: lavarsi bene le mani quando si maneggia il cibo, cuocere gli alimenti in modo corretto e conservare tutto a temperature giuste. Sono piccoli accorgimenti che fanno una grande differenza.
Dal lato delle istituzioni, i controlli veterinari e sanitari nelle filiere produttive sono fondamentali. Si fa sorveglianza continua, con analisi e ispezioni per scovare i germi prima che il cibo arrivi al consumatore. Le nuove tecnologie diagnostiche aiutano a intervenire più velocemente in caso di problemi.
Non meno importanti sono le campagne di informazione e formazione per chi lavora nel settore alimentare e per i consumatori. Ecco perché il programma One Health, che unisce salute umana, animale e ambientale, è ormai una strategia imprescindibile per gestire queste malattie.
Nel 2024 il legame tra ambiente e zoonosi è sempre più evidente. Distruzione degli habitat, urbanizzazione e cambiamenti climatici spingono gli animali selvatici più vicino alle città e alle filiere alimentari. Questo aumenta il contatto tra specie diverse e rende più facile il salto dei patogeni.
Il clima che cambia favorisce la diffusione di vettori come zanzare e zecche, portando malattie che prima erano limitate a certe zone. Temperature più alte e piogge irregolari modificano la presenza e i tempi di attività di questi insetti.
Questi effetti si fanno sentire anche sull’agricoltura e l’allevamento, che diventano più esposti a malattie. Ciò mette a rischio la sicurezza alimentare globale. Per questo, è fondamentale adottare pratiche agricole sostenibili e proteggere gli habitat naturali, per contenere i rischi.
La battaglia contro le zoonosi è una sfida che coinvolge molti settori e richiede attenzione continua, a livello locale e globale. Solo integrando salute umana, animale e ambiente si potrà garantire sicurezza e protezione nelle filiere alimentari anche nel 2024.
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