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Gelati confezionati: prezzi aumentati del 40% in 5 anni, allarme Altroconsumo

Cinque anni fa, un gelato confezionato costava molto meno. Oggi, quel prezzo è quasi raddoppiato, con un aumento vicino al 40%. In estate, quando il caldo spinge a cercare un po’ di freschezza, questo rincaro si sente ancora di più. Basta fare un giro al supermercato: gli scaffali raccontano una storia diversa rispetto a qualche anno fa. Ma non si tratta solo di un caso isolato. Dietro a questa impennata ci sono fattori economici e problemi nella catena di distribuzione che pesano non solo sulle tasche dei consumatori, ma anche su bar, negozi e produttori. Altroconsumo ha analizzato la situazione, mettendo a nudo le cause di questo aumento.

Materie prime care: il vero motore del rincaro

Il motivo principale è semplice: le materie prime sono diventate molto più costose. Latte, zucchero, olio di palma e cacao, elementi fondamentali per i gelati confezionati, hanno visto i loro prezzi salire in modo significativo negli ultimi anni. Dietro ci sono diversi motivi: dal cambiamento climatico che ha danneggiato le coltivazioni, ai problemi di logistica e alla scarsità di risorse sul mercato globale.

Il latte, in particolare, pesa molto nel costo finale. L’aumento del prezzo del latte crudo ha fatto subito sentire la sua influenza lungo tutta la filiera, dal produttore fino al consumatore. Anche lo zucchero, spesso importato, segue un andamento incerto, influenzato da dinamiche internazionali e regole agricole variabili.

Altroconsumo sottolinea che le aziende non possono più assorbire questi aumenti: sono costrette a scaricarli sui prezzi al dettaglio. Il risultato? Gelati più cari, e non solo d’estate.

Energia e trasporti: costi che pesano e complicano la distribuzione

Un altro fattore spesso sottovalutato è il costo dell’energia e del trasporto. Conservare e muovere prodotti congelati richiede impianti che consumano molta energia. L’aumento delle bollette, soprattutto elettriche, ha colpito duro produttori e distributori, spingendo i costi verso l’alto.

Anche la logistica è diventata più cara. L’aumento del prezzo del carburante, unito alle tensioni geopolitiche, ha fatto lievitare le spese per trasportare merci refrigerate su lunghe distanze. Mantenere la catena del freddo intatta è una sfida che non lascia margini per tagliare sui costi.

A complicare il quadro ci si sono messi anche la pandemia e la carenza di personale nelle filiere produttive e distributive. Ritardi e riduzioni di capacità produttiva hanno aggiunto pressione sui prezzi finali. Insomma, i consumatori pagano non solo gli ingredienti, ma tutto il percorso che porta il gelato dal laboratorio al banco.

Bar e consumatori: come cambia il mercato del gelato confezionato

L’aumento dei prezzi non passa inosservato nemmeno ai bar, ai chioschi e ai distributori automatici. Molti esercenti dicono di aver visto calare le vendite nei mesi caldi. Alcuni hanno dovuto rivedere il proprio assortimento, puntando su gelati artigianali o alternative meno colpite dai rincari dell’industria.

Anche i consumatori italiani stanno cambiando abitudini. Quello che una volta era un acquisto quasi scontato, oggi viene valutato con più attenzione. Gelati confezionati, soprattutto quelli in confezioni grandi o premium, sono diventati una spesa da ponderare. Cresce anche la curiosità verso gelati locali o artigianali, spesso più stabili nei prezzi grazie a filiere più corte.

I dati di Altroconsumo mostrano come si sia allargata la forbice tra prezzo minimo e massimo. Non tutte le aziende riescono a trasmettere gli aumenti allo stesso modo, e questo riflette anche un cambiamento nelle preferenze dei consumatori. La situazione resta sotto osservazione, soprattutto in vista della prossima estate, perché non sembra che i costi vogliano fermarsi.

Il mercato del gelato confezionato è quindi in fermento. I costi crescenti stanno cambiando abitudini e strategie, senza però portare ancora a una stabilizzazione. Gli operatori cercano di navigare tra costi, domanda e margini, in un settore che resta sotto pressione.

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